da una nota di Riccardo Forte che riporto perché condivido in pieno
La vittoria di Wladimir Luxuria all’Isola dei Famosi è la notizia del giorno. Tiene banco dappertutto: giornali, televisione, radio, bar e taxi. Anche in questo frangente, la tradizione è rispettata: gli italiani si sono divisi in due schieramenti speculari, i favorevoli e i contrari. I soliti Guelfi e Ghibellini, ma anche Oriazi e Curiazi, i Capuleti e i Montecchi, Coppi e Bartali… Trovo sconcertante che tanta gente si affanni a prendere posizione sull’argomento, come se davvero avesse rilevanza. Ovviamente, come purtroppo siamo ormai abituati a constatare di continuo, c’è stata la corsa di onorevoli ed ex-onorevoli a mettere la propria bandierina sulle tette artificiali del-la vincit-ore/rice, onde avere l’opportunità di attribuire una improbabile valenza socio-culturale a quello che è in realtà solo l’esito scontato di un percorso virtuale, costruito a tavolino per meglio lapidare, per mezzo di pietre-spot,gli inebetiti telespettatori. Dunque, la vittoria di Wladimir Luxuria, alter ego transessuale del signor Wladimiro Guadagno da Foggia, starebbe a dimostrare la maturità dei telespettatori, capaci di superare ogni pregiudizio di carattere sessuale e di assicurare così il successo al concorrente con il maggior handicap iniziale, riconoscendogli doti umane e intelligenza superiori alla compagine dei naufraghi. Se proprio vogliamo sembrare degli imbecilli assoluti, possiamo dire che effettivamente le cose stanno così e chiudere la questione. Se, però, abbiamo ancora quel tanto di intelligenza che ci permette di valutare le cose senza accettare supinamente la spiegazione che ce ne danno i media (e soprattutto la televisione), dobbiamo ammettere che si tratta di una lettura opportunista e, ovviamente, “politicamente corretta” (dunque ipocrita) di tutta la storia. Del perché Wladimir Luxuria abbia deciso di partecipare a “L’isola dei famosi” si è detto molto e si sono fatte svariate ipotesi, secondo me del tutto inutilmente. Senza dubbio aveva delle motivazioni, ma che ne rendesse tutti noi partecipi oppure no era (ed è) cosa del tutto irrilevante. Non altrettanto irrilevante è invece conoscere i motivi che hanno indotto la produzione a volere tale personaggio all’interno del cast. Cosa si sperava che facesse? Che si nascondesse dietro i cespugli offrendo caramelle ai maschi giuggioloni fintamente a caccia di viveri? Che giocasse a fare la pin-up passeggiando con fare voluttuoso sul bagnasciuga? Oppure che venisse tenuto a distanza di sicurezza dalle (presuntamente intatte) virtù dei maschi veri? Insomma, è chiaro che se l’Isola è un programma che sfrutta quel tanto di guardone che c’è in ogni persona, la presenza del transessuale aveva lo scopo di elevare a potenza il voyeurismo televisivo. E quindi l’esito non poteva che essere quello che è stato, con il televoto a fare da foglia di fico (”vittoria decisa dal voto dei telespettatori”) ad un copione che ufficialmente non è mai stato scritto.
Con tanti saluti ai diritti delle minoranze (in generale) e delle persone GLBT (Gay Lesbo Bisex Transgender). Del resto, non può essere un format televisivo, oltretutto indirizzato ad una fascia di pubblico di certo non particolarmente illuminata o politicamente attiva, a radicare nel sentire comune il principio per il quale si considerano (si valutano, si giudicano) le persone per quello che fanno e non per quello che sono o sembrano essere. Un ladro è ladro perché ruba, non perché è zingaro; uno spacciatore è uno che vende droga, e questo lo fanno italiani e stranieri; una donna è una donna, dunque una persona, anche se si vende sulla strada; e così via.
A questo punto però c’è un equivoco che va chiarito. Chi è Wladimir Luxuria e qual’è il fine dei suoi atti?
La confusione sul punto è molta, ma a mio avviso non giustificata. Direi piuttosto che sia il frutto, ancora una volta dell’ipocrisia generata dal “politicamente corretto”. Questo principio impone di accettare e quindi legittimare la condizione di transessuale, analogamente a quanto già avviene, per esempio, con gli invalidi (o disabili, handicappati, diversamente abili). Ecco, su questo non sono d’accordo e provo a spiegare perché.
Una persona disabile è qualcuno che, a causa di una menomazione, non è in grado di svolgere talune attività senza l’ausilio di appositi strumenti o l’assistenza di altri. Un paraplegico, non potendo usare le gambe, si sposta con una sedia a rotelle; un cieco si serve di un cane guida ed altri strumenti; una persona con un grave ritardo mentale ha bisogno di essere accudita. Queste persone si trovano in una condizione di maggiore difficoltà rispetto a quelle “normali” ed è giusto che la collettività si impegni per metterle in condizioni di parità con esse.
Ma cos’è un transessuale? Wladimir Luxuria, cos’è? Una persona disabile (evito volutamente l’espressione “diversamente abile” perché credo sia più adatta a definire una persona con dei superpoteri, per esempio capace di volare) o un individuo di categoria indefinita?
Escluderei la prima ipotesi, quella del disabile.
Quanto alla seconda, ho delle perplessità. Luxuria è, al di là di ciò che appare e rappresenta, un uomo. E’ nato maschio, infatti lo hanno chiamato Wladimiro, e maschio – dal punto di vista biologico – continua ad essere. Il fatto è che – come ha spiegato in varie occasioni – ad un certo punto della sua vita ha capito di non essere in sintonia con il proprio corpo: si sentiva, si considerava femmina ma era condannata a vivere in un corpo inequivocabilmente maschile. Di qui la decisione di trasformarsi in una donna. Attenzione a non confondere il suo caso il travestitismo o l’omosessualità, che sono altre manifestazioni della complessità della psiche umana. Il travestito è un uomo che ama vestirsi da donna, magari anche sembrare donna, ma non vuole trasformarsi e spesso si traveste solo per divertimento; l’omosessuale è un individuo che desidera accoppiarsi con altri individui del suo stesso sesso, ma non per questo intende rinunciare al proprio; il transessuale invece aspira a modificare il proprio corpo per acquistare le caratteristiche sessuali corrispondenti a ciò che sente di essere realmente. Qui però la questione si complica. Perché Wladimir Luxuria e Wladimiro Guadagno sono la stessa persona, ma solo la prima si mostra, mentre la seconda è repressa e tenuta nascosta. Ma, per quanto Luxuria si sforzi, Wladimiro è lì. Biologicamente e anagraficamente. Ne deriva che, anche se non lo vuole e non lo sopporta, deve accettare che ci rivolga a LUI al maschile, che lo si tratti da uomo e che gli si imponga di usare i servizi riservati agli uomini. Almeno fino a quando non sarà diventato donna anche anagraficamente (il che presuppone che lo sia fisicamente). Non dico questo per una forma di malvagità, che non avrebbe motivo di esistere giacché non ho niente contro Luxuria, come contro nessun altro (esclusi Bossi e i leghisti, ma questa è un’altra storia). Lo dico invece perché ritengo che non si possano saltare tutti i confini senza che si crei confusione. La specie umana è caratterizzata dal cosiddetto “dimorfismo sessuale”: si tratta di una specie sessuata (cioè si riproduce sessualmente), e i due sessi presentano differenze morfologiche che li distinguono l’uno dall’altro. Non ci sono altri sessi, perché non servono. Ciò rappresenta una costante in natura, almeno negli organismi cosiddetti “superiori”, con qualche rara eccezione: alcuni pesci, i lombrichi, le api, possono cambiare sesso o essere portatori di entrambi in funzione delle condizioni ambientali. E comunque maschio e femmina sono sempre chiaramente individuabili e funzionali, cioè non solo apparenti. La specie umana è la sola ad avere inventato il concetto di “sesso apparente variabile”, il che crea inevitabilmente confusione. Se domani la legge consentisse a Wladimiro Guadagno di ottenere la definizione anagrafica di “femmina” su sua semplice autocertificazione e a dispetto delle risultanze medico legali, cadrebbe uno dei punti cardine dell’identificabilità delle persone. A questo punto, secondo la stessa logica, io potrei dire che pur vivendo in Italia fin dalla nascita mi sento invece svizzero; quindi potrei pretendere ed ottenere cittadinanza e passaporto svizzeri e andarmene a vivere a Lugano. Mi pare che il ragionamento fili abbastanza, ma sono certo che nessuno vorrà darmi il passaporto svizzero solo perché ho dichiarato di sentirmi cittadino elvetico. Con tutto il rispetto per Wladimiro e la comprensione per la sua difficile condizione, non posso fare a meno di considerarlo maschio fino a quando non sarà diventato femmina davvero, fisicamente e anagraficamente. Finché ciò non accadrà, i suoi sentimenti saranno sempre e solo suoi e non sarebbe giusto farne carico a tutta la società italiana.

